| Novello Finotti |
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Del 1967 è il bronzo Mani uccelli, in cui dita proteiformi si tramutano in volatili: un tema, questo della metamorfosi in divenire, che caratterizza in un contesto sia istintivo che narrativo l'arte di Novello Finotti. Sculture capaci di coniugare un taglio prettamente raffigurativo a una vocazione onirica e fantastica, così da abbinare realtà antropomorfa e sogno di rinascita, quotidianità speculare e fuga in un universo indefinito, contraddistinto dal biancore luminescente di candidi marmi ovvero da pietre nere e profonde come specchi o pensieri che si annullano.
Nel 1977 espone alla Jackson Iolas Gallery di New York e l'anno successivo, nell'ambito del Festival dei due Mondi di Spoleto, a Charleston negli USA. Del 1989 è la personale al Centro de Arte Euroamericano a Caracas. Nel 1997 riceve il Premio Internazionale Pietrasanta e la Versilia nel mondo. |